L’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali è la polizza obbligatoria che tutela il lavoratore. E’ prevista dall’articolo 38 della Costituzione e disciplinata dal testo unico approvato con il dpr 1124 del 30 giugno 1965. Questa assicurazione è gestita dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail). Come spiega il ministero del Lavoro, questa assicurazione garantisce “prestazioni sanitarie relative alle prime cure, prestazioni economiche e forniture di apparecchi di protesi” in caso di infortunio o malattia professionale. Il datore di lavoro, comunque, è esonerato dalla responsabilità civile (salvo che violi le norme di prevenzione e igiene sul lavoro). L’obbligo di assicurazione, spiega ancora il ministero del Lavoro, è rivolto a “lavoratori, addetti ad attività rischiose, che svolgono un lavoro comunque retribuito alle dipendenze di un datore di lavoro, compresi i sovrintendenti ai lavori, i soci di cooperative e di ogni altro tipo di società, i medici esposti a raggi x, gli apprendisti, i soggetti appartenenti all'area dirigenziale e gli sportivi professionisti”. Sono assicurati anche gli artigiani, i lavoratori autonomi dell’agricoltura, quelli che svolgono attività di collaborazione coordinata e continuativa, tranne chi ha rapporti di collaborazione amministrativa gestionale di natura non professionale con società e associazioni sportive dilettantistiche. Il premio è a carico del datore di lavoro. Per i parasubordinati, un terzo è a carico del lavoratore, due terzi del committente. Le malattie professionali sono quelle che insorgono nello svolgimento di una professione. Gli infortuni sul lavoro, invece, sono le lesioni subite durante l’attività lavorativa per causa violenta che portano a morte o riducono totalmente o in parte la capacità di lavorare.